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Home » Forum » I vostri INCONTRI ??? » Notiziole curiose


 
I vostri INCONTRI ???
Never
Inviato il 25/09/2011 22.32.39
  Il Paradosso del Peperoncino: Più "chili", meno chili

Piccante, saporito, appetitoso...ma non basta: il capsicum è indicato per chi ha
problemi di peso.

"Chili", dallo spagnolo "chile", è il nome inglese, e soprattutto americano, del peperoncino rosso. Un nome che potrebbe tenere alla larga chi, di chili, ne deve perdere. Ma sarebbe un grave equivoco: il peperoncino, a quanto pare, aiuta a mantenere la linea.

Così suggeriscono i risultati di uno studio realizzato da un team di ricercatori australiani e pubblicato da una fra le più prestigiose riviste mediche dedicate ai problemi della alimentazione: l'"American Journal of Clinical Nutrition" (KD Ahuja et al, AmJClinNutr 2006 Jul, 84(1):63-69).

La ricerca, condotta su un gruppo di 36 soggetti, ha dimostrato che un pasto ricco di peperoncino rosso abbassa i livelli di insulina e di glucosio nel sangue, contribuisce all'eliminazione (per ossidazione) dei grassi e incrementa il consumo di energia: effetti che vanno tutti nella direzione di una riduzione dell'obesità e dei problemi ad essa correlati.

I dati sono piuttosto significativi e tali da giustificare studi più approfonditi, da condurre magari su campioni più numerosi.

E' comunque una buona notizia per chi ha la necessità di conciliare una dieta povera di grassi (e dunque di condimenti) con un palato esigente, che non si accontenta di cibi insapori. Il peperoncino è infatti saporitissimo, tanto da essere consigliabile anche per chi, come gli ipertesi, deve rinunciare al sale, o almeno ridurne drasticamente il consumo.

Noto e largamente utilizzato fin dall'antichità nell'America Centrale, e in particolare in quella zona che corrisponde all'attuale Messico, il “chile” arrivò in Europa all'inizio del Cinquecento con le navi di Cristoforo Colombo.

Anche questo è un divertente paradosso: Colombo, che credeva di raggiungere l'India da Occidente per riportarne le preziosissime spezie orientali, riportò invece dalle Nuove Indie la spezia più a buon mercato che esista, il peperoncino appunto, non per niente ribattezzato “la droga dei poveri”.

Non può certo destare meraviglia che il peperoncino abbia riscosso un immediato, trionfale successo in quelle regioni, come il Mezzogiorno d'Italia, dove da sempre le cuoche sono maestre nell'arte di compensare la povertà degli ingredienti con la forza, la varietà e la fantasia dei sapori.

Ora la scoperta delle sue virtù metaboliche promette di trasformare il peperoncino rosso da “droga dei poveri” in “droga degli snelli”. Oltre che, come da secoli, dei buongustai.

Never
Inviato il 26/09/2011 10.31.12
  Musica vincente

A ciascuno la sua musica: per migliorare la propria resa
stimoli diversi per ogni persona.

«Scegli la musica giusta e la tua performance sportiva migliorerà fino al 20%» questa, in sintesi, è la tesi del Dr. Costas Karageorghis, psicologo del movimento alla Brune University di Londra, nel suo studio sulla correlazione tra attività fisica e musica.

La ricerca, basata sul Brunel Music Rating Inventory (BMRI), un'invenzione dello stesso Dr. Karageorghis, mostra come ognuno di noi abbia “la sua musica”, quella capace di aumentare il proprio rendimento sportivo. Un esempio? James Cracknell, campione olimpico inglese di canottaggio, si prepara alla perfezione per una gara con l'album Blood Sugar Sex Magik dei Red Hot Chili Peppers..

In particolare la ricerca (Simpson SD et al, J Sports Sci 2006 Oct;24(10):1095-102) del Dr. Karageorghis ha evidenziato quattro punti:

1: La musica può focalizzare l’attenzione e distogliere la mente dalla sensazione di fatica
2: La musica può essere utilizzata come stimolo per gli allenamenti più duri o come sedativo per i momenti di ansia e nervosismo
3: Sincronizzare il ritmo di lavoro con quello della musica serve a dare il giusto tempo ai movimenti e a prolungare la performance
4: La musica può migliorare l’acquisizione dei movimenti e creare l’ambiente giusto per imparararne di nuovi

«Come l’associazione tra il primo amore e una canzone può essere molto forte, così il collegamento tra la musica e il livello delle prestazioni atletiche può diventare imprescindibile» spiega lo studioso inglese.

La curiosità che emerge dalla ricerca è che in realtà non esiste una compilation ideale di musiche adatte allo sport; al contrario, è tutto molto soggettivo. Chi corre sul tapis roulant dovrebbe apprezzare un ritmo più incalzante e chi fa i pesi, invece, dovrebbe preferire una melodia più soft, ma imporre un’unica musica ad alto volume in una palestra può essere davvero controproducente.

Basti pensare che per ottenere un’ottima performance con una intensità pari all’85% della frequenza cardiaca, nello studio hanno funzionato allo stesso modo sia The Blues Brothers con Everybody Needs Somebody, sia Rossini con l’Ouverture del Gugliemo Tell. A ciascuno il compito di trovare la propria musica.



Never
Inviato il 27/09/2011 10.59.44
  L'amore stressa?

La stretta che fa bene al cuore. Soprattutto a quello di lei.
Benefici ben bilanciati solo quando la coppia si ama.
L'amore stressa o rilassa? Fa alzare la pressione o la fa abbassare?

Dipende naturalmente da caso a caso, da situazione a situazione, da persona a persona. E forse anche da sesso a sesso. A quanto pare, infatti, le donne sarebbero più portate degli uomini a vivere l'amore, e in special modo quella manifestazione fisica e insieme simbolica dell'amore che è l'atto di abbracciarsi, con effetti benefici sul cuore e sulla pressione sanguigna.

E' quanto emerge dallo studio condotto da un gruppo di ricercatori dell'Università della Carolina del Nord, pubblicato qualche tempo fa sulla rivista dell'American Psychosomatic Society (KM Grewen et al, Psychosomatic Medicine 2005, 67:532-538).

La ricerca ha avuto per oggetto 38 coppie eterosessuali, ciascuna delle quali è stata invitata a trascorrere un certo periodo di tempo insieme, conversando, ricordando il loro passato comune, assistendo alla proiezione di un film e, infine, abbracciandosi per circa venti secondi. Una serie di test clinici sono stati effettuati sui 38 uomini e sulle 38 donne prima e dopo l'incontro.

E' risultato che l'abbraccio è un gesto benefico per tutti, maschi e femmine: aumenta il livello di oxitocina (un ormone del quale sono ben noti gli effetti antistress e che viene prodotto in abbondanza, ad esempio, durante il parto e l'allattamento al seno) e provoca una diminuzione della pressione arteriosa, fatto che di per sé riduce il rischio di infarto. Tuttavia questi effetti si sono rivelati significativamente più accentuati nelle donne, dove si accompagnano a una riduzione del livello di cortisolo, un ormone associato alla sofferenza da stress.

Da una parte questo articolo (pubblicato non certo a caso dalla più importante rivista di medicina psicosomatica americana) evidenzia una volta di più gli stretti legami che intercorrono tra mente e corpo e tra emozioni positive e buona salute.

Dall'altra sembra anche suggerire che certi luoghi comuni (come quello che vuole le donne più portate degli uomini a vivere un rapporto di coppia stabile e fiducioso) non dipendano soltanto da pregiudizi culturali ma abbiano addirittura un fondamento chimico-biologico.

Forse non è questione di egoismo, ma di oxitocina.

Never
Inviato il 28/09/2011 11.21.26
  Vecchi giovani

Invecchiamento: la lunga strada verso l'ottimismo
Gli anziani, più dei giovani, mostrano una visione positiva della realtà

Forse succede della vita la stessa cosa che succede della luce: più cruda e aspra nelle ore centrali della giornata, per un fenomeno di rifrazione la luce si fa più dolce e rosata al tramonto. Se fosse così davvero, risulterebbe del tutto privo di fondamento il luogo comune secondo il quale l'avvenire dei giovani è roseo, quello dei vecchi grigio.

Che i colori delle età siano completamente da capovolgere è la tesi che emerge da un'interessante ricerca di prossima pubblicazione sulla rivista Psychological Science, della quale è stata diffusa - e pubblicata su alcuni siti Internet -un'anteprima.

Lo studio, condotto da due noti psicologi americani, Michael Kisley dell'Università del Colorado e Stacey Wood del californiano Scripps College, ha interessato una popolazione di oltre 150 soggetti di varie età. A ciascuno dei partecipanti è stata proposta la visione, sullo schermo di un computer, di una serie di immagini, alcune delle quali catalogate come “positive”, altre come “neutre” e altre ancora come “negative”. Le reazioni psicologiche venivano intanto osservate attraverso un monitoraggio del cervello.

E' risultato che, in percentuali significative, i giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni soffermavano di preferenza la loro attenzione sulle immagini, e sulle conseguenti emozioni, di carattere negativo: ad esempio la fotografia di un incidente automobilistico o quella di un gatto morto sull'asfalto. E' questa una tendenza già sufficientemente conosciuta e studiata, cui viene dato il nome di negative bias, cioè di “inclinazione negativa” o “pregiudizio negativo”.

Più inattesa e sorprendente è stata giudicata dai ricercatori l'osservazione opposta: i soggetti di età superiore ai 55 anni hanno infatti privilegiato, in percentuali altrettanto se non ancor più significative, le immagini e le emozioni di segno positivo, come un bel paesaggio o un cono di gelato al cioccolato. Se ne può dedurre (anche se trarre conclusioni definitive da una singola ricerca sarebbe avventato) che con l'età s'impara gradatamente a rendersi più permeabili alle emozioni “buone” che alle “cattive”.

Ricercare una causa di questa legge piuttosto stravagante potrebbe portare a un cortocircuito interpretativo. Gli anziani, più ottimisti, saranno portati a credere che la vita diventa tanto più bella quanto più la si vive. I giovani, più pessimisti, parlando degli anziani diranno invece che gli dèi si prendono gioco degli uomini, facendo loro apparire il futuro tanto più roseo quanto più il tempo che resta si restringe.

Sarà magari, proprio come per la luce del giorno, un semplice e illusorio fenomeno ottico, di rifrazione? O non, al contrario, un effetto reale e misurabile dell'esperienza, che induce a una più esatta stima dei valori?

Forse da non trascurare è una terza ipotesi: che i giovani siano più soggiogati degli anziani dalle immagini di violenza e di morte di cui giornali, televisione, cinema e videogiochi intessono le loro giornate.

Never
Inviato il 29/09/2011 9.36.28
  Playstation a pedali

Bambini refrattari allo sport? E' arrivata la playstation a... pedali

Se i bambini non vanno al fitness, il fitness va ai bambini. Questa, più o meno, deve essere stata la filosofia che ha portato Rick Dalton, direttore di una importante azienda di attrezzi sportivi per l’infanzia, a lanciare sul mercato Step2Play, un apparecchio che obbliga i giocatori più piccoli (sotto i 12 anni) ad azionare qualsiasi Playstation tramite due pedali.

La macchina, collegata diretttamente alla console, consente di giocare soltanto quando il “videocorridore” si muove sullo step. Se il giocatore si ferma, si ferma anche il gioco. Tutto qui.

Come sostiene lo stesso Dalton, nessuno si illude che i bambini coinvolti nel nuovo gioco abbandonino la playstation a favore di una corsa all’aria aperta, ma una cosa è certa: potrebbe essere un modo per rendere più movimentata l'attività prediletta dai ragazzi, che è anche tra le principali cause di una precoce (e innaturale) vita sedentaria.

Sulla nuova invenzione, però, la comunità scientifica inglese si sta interrogando. Il Dr Ian Campbell, direttore della Weight Concern, associazione che combatte l'obesità crescente nel Regno Unito, sembra perplesso: «Sappiamo che i bambini non sono più attivi come dovrebbero e qualsiasi cosa li incoraggi a esercitarsi è benvenuta» spiega «Ma il fatto di corromperli con una nuova forma di playstation pur di raggiungere l’obiettivo è un’accusa terribile alla nostra società. Sarebbe molto meglio che i genitori educassero i propri ragazzi al piacere dell’attività fisica e li abituassero ad accedere al computer con orari limitati».

Ma c’è anche chi si schiera a favore della nuova invenzione. E’ il caso del Dr Colin Wain del National Obesity Forum che sostiene: «L’inattività fisica è tra le cause principali dell’aumento dell’obesità e, visto che lo sport non è sempre alla portata di tutti, questa macchina può diventare davvero un incentivo al movimento».

Nella speranza che gli adulti si ricordino che il buon esempio vale più di mille parole.

Never
Inviato il 30/09/2011 5.22.28
  PERCHE' LE DONNE SI SPOSANO

I dati statistici sui matrimoni forniscono, da qualche anno a questa parte, un panorama piuttosto anomalo rispetto alla tradizione culturale italiana: i matrimoni, civili o religiosi che siano, sono in calo.
Sociologi, psicologi e studiosi dei mutamenti del costume e della cultura italiana, cercano di spiegare e di spiegarsi questi dati in modo coerente, anche perché le donne italiane, come la maggior parte delle donne europee, hanno un progetto di realizzazione personale che va al di fuori dell'ambito familiare: questo è ormai risaputo.
Malgrado questi dati, c'è ancora un buon numero di italiane che, nonostante tutto, continua a sposarsi, investendo nel rapporto a due, costruendo un progetto di vita da affiancare, il più delle volte, a quello professionale.
Ma cosa cercano nel matrimonio le donne italiane? Sognano, ancora il grande amore, una vita da condividere per sempre con l'uomo amato, con cui fare tanti bambini possibilmente somiglianti a Lui?
Proprio per orientarsi in questa nuova realtà, e per capire le motivazioni di chi, in questo clima di generale sfiducia verso il matrimonio, decide di sposarsi lo stesso, il mensile "Noidonne" ha realizzato, in collaborazione con l'Istituto di marketing sociale, una ricerca sui motivi che spingono le donne italiane a sposarsi.
Il campione, ben 560 neo-spose, intervistate in prossimità dell'evento, ha risposto in questo modo: il 27% dichiara che la motivazione principale è per andar via dalla casa paterna; questo non sorprende più di tanto poichè il mezzo più facile per sfuggire alla famiglia è sempre stato, soprattutto in tempi passati, il matrimonio.
Ben diverse appaiono le altre risposte, il 19% sceglie il matrimonio per non restare sola, il 16% per avere figli, il 12% per farsi mantenere, e l'8% per non essere estromesse dal gruppo delle amiche tutte sposate.
Ma l'amore? Dov'è finito il matrimonio celebrato per amore, per la voglia di condividere tutta la vita con l'uomo amato? Solo il 14% parla di matrimonio come la naturale conseguenza dell'amore nutrito verso il marito. Una ben misera percentuale, che stona nell'Italia dei poeti che tanto hanno decantato questo sentimento così ineffabile e forte da essere il maggiore ispiratore dei loro componimenti.

perplessità
Inviato il 30/09/2011 9.54.27
 
CITAZIONE (Never del 30/09/2011 5.22.28):


Ma l'amore? Dov'è finito il matrimonio celebrato per amore, per la voglia di condividere tutta la vita con l'uomo amato? Solo il 14% parla di matrimonio come la naturale conseguenza dell'amore nutrito verso il marito. Una ben misera percentuale, che stona nell'Italia dei poeti che tanto hanno decantato questo sentimento così ineffabile e forte da essere il maggiore ispiratore dei loro componimenti.


sarà che ce ne sono rimasti pochi di "uomini" di cui innamorarsi?

gran parte di pseudo uomini oggi è tutta dedita ad effeminarsi , manca poco e indosseranno minigonne e tacchi a spillo

nonostante la voluta parità dei sessi, noi donne sogniamo ancora il principe azzurro, senza macchia e senza paura x convolare a giuste nozze

come si può pensare che una donna possa innamorarsi e voler vivere assieme x tutta la vita a uomini deboli fragili e frignoni?

Never
Inviato il 30/09/2011 12.28.50
 
CITAZIONE (perplessità del 30/09/2011 9.54.27):

sarà che ce ne sono rimasti pochi di "uomini" di cui innamorarsi?

gran parte di pseudo uomini oggi è tutta dedita ad effeminarsi , manca poco e indosseranno minigonne e tacchi a spillo

nonostante la voluta parità dei sessi, noi donne sogniamo ancora il principe azzurro, senza macchia e senza paura x convolare a giuste nozze

come si può pensare che una donna possa innamorarsi e voler vivere assieme x tutta la vita a uomini deboli fragili e frignoni?


Cara perplessità (prendo per scontato quello che dici di essere dal momento che non ci conosciamo), come a fare a dire il contrario di ciò che hai scritto?
Anche partendo da un punto di vista diametralmente opposto (da uomo), devo riconoscere che attualmente nel mondo ci sono molti maschi ma pochi uomini. La situazione, per me, si è andata via via degenerando dal momento che è cambiata una cosa: apparire piuttosto che essere. Ovviamente il discorso è valido per entrambi i sessi.
La colpa? Come sappiamo "la colpa morì fanciulla" ma io credo che la spinta data in questo verso anche dalla pubblicità abbia influito non poco. Il fatto che qui si veda solo personaggi facenti parte di un certo ceto (VIP?), ci invoglia ad essere come loro: fatti di materia ma non di sostanza. In fondo gli psicologi che studiano certi spot sanno benissimo di dover trattare con "pecore" quali noi siamo.
Di per contro, dovendoci occupare del mantenimento esterno (forma fisica) non possiamo anche occuparci del mantenimento interno (i sentimenti) perché sappiamo benissimo cosa vuole l'occhio. L'occhio non potrà mai scrutare l'interno di una persona e, quindi, meglio pensare all'esterno.
Tra questi sentimenti che stanno andando in disuso, purtroppo c'è anche l'amore, al quale si sopperisce presentando una figura che rientri nei canoni voluti.

Un saluto a tutte/i
Never

Impossibile
Inviato il 30/09/2011 12.41.22
 
CITAZIONE (Never del 30/09/2011 12.28.50):
Cara perplessità (prendo per scontato quello che dici di essere dal momento che non ci conosciamo), come a fare a dire il contrario di ciò che hai scritto?


Secondo me si potrebbe fare in questo modo:
"non sono d'accordo con te e detesto le generalizzazioni; se ci mettessimo su questo piano allora potrei dire che tutte le donne sono interessate al portafoglio del presunto principe azzurro e non al suo amore"

Che dici? Potrebbe essere un modo valido per dire il contrario di quello che ha affermato lei? :)))

A parte le battute, certi luoghi comuni iniziano a stancare. Non vorrei che perplessità assuma il ruolo di supplente del posto lasciato temporaneamente libero da Fregoli. Sinceramente leggo troppi luoghi comuni e generalizzazioni sugli uomini; è chiaro che se stiamo facendo battute vanno benissimo, ma sarà sempre così'? :)

Buona giornata a tutti

perplessità
Inviato il 30/09/2011 14.16.08
 
CITAZIONE (Impossibile del 30/09/2011 12.41.22):

certi luoghi comuni iniziano a stancare. Non vorrei che perplessità assuma il ruolo di supplente del posto lasciato temporaneamente libero da Fregoli. Sinceramente leggo troppi luoghi comuni e generalizzazioni sugli uomini; è chiaro che se stiamo facendo battute vanno benissimo, ma sarà sempre così'? :)

Buona giornata a tutti


non li definirei luoghi comuni,
parlo x ciò che vedo nella vita quotidiana , non dei vip, che x essere tali, hanno bisogno di oltrepassare certi limiti, altrimenti che vip sarebbero?
parlo del figlio del portinaio, del figlio del panettiere, del benzinaio, dell'insegnante , del
medico, ecc....
gente comune, "uomini" che mai saranno come i padri, appunto perchè troppo presi da se stessi. e mai si faranno carico di impegnarsi in una vita sentimentale "seria" che sfoci nel matrimio e possa durare x la vita.

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