|
I vostri INCONTRI ???
|
| la lontra |
Inviato il 06/02/2012 17.17.39 |
| |
IL LEONE E IL PICCOLO CANE
(tratto da una storia vera)
di Leone Tolstoj
C’era a Londra un serraglio che si poteva visitare sia comprando un biglietto,sia consegnando al controllo ,invece del denaro,cani o gatti randagi,che servivano da pasto agli animali.Un pover’uomo un giorno volle vedere le bestie feroci e non avendo monete,raccolse per strada un piccolo cane e lo portò al serraglio.Fu lasciato entrare.Il cucciolo fu gettato nella gabbia del leone,perché gli servisse da pasto.Una volta lì,si mise la coda fra le zampe e si rannicchiò in un angolo,mentre il leone si avvicinò a lui e lo fiutò in un istante.Il cagnolino si era steso sulla schiena e,con le zampe in aria, dimenava la coda.Il leone lo tastò con la zampa e lo rimise in piedi.Il cucciolo si alzò e gli fece le moine,mentre la belva lo seguiva con gli occhi ,portando la testa ora a destra,ora a sinistra,e non lo toccava. Quando il guardiano del serraglio gli ebbe lanciato la sua razione di carne,il leone ne lacerò un pezzetto,che lasciò per il cagnolino.Verso sera,quando il leone si coricò per dormire,il cucciolo si addormentò presso di lui e gli mise la testa sulla zampa.Da quel giorno il cagnolino rimase nella gabbia del leone,il quale lo lasciava tranquillo.Mangiavano e dormivano di buon accordo e qualche volta il leone giocava con lui.Un giorno un signore ,che era venuto a visitare il serraglio,dichiarò di essere il proprietario di quel cane e pretese che gli fosse consegnato.Il direttore del serraglio acconsentì,ma quando si tentò di far uscire il cucciolo dalla gabbia,il leone si inferocì e non ci fu modo di liberare il cucciolo. I due animali vissero un anno intero nella medesima gabbia,poi il cagnolino si ammalò e morì.Il leone,straziato,si rifiutò di mangiare,non smetteva di fiutare il suo compagno di giochi e lo carezzava con la zampa,quasi come se volesse svegliarlo.Quando però ebbe capito che era proprio morto,diede un balzo,arruffò il pelo,si battè i fianchi con la coda,si gettò contro le sbarre,si mise a rodere i catenacci della sua gabbia e il suo furore durò per tutto il giorno.Si precipitava da ogni parte,ruggendo per il dolore.Soltanto verso sera,calmatosi,si coricò accanto al cagnolino morto.Il guardiano voleva portar via il cadaverino,ma il leone non lasciava avvicinare nessuno.Il direttore pensò di calmare il dispiacere della belva mettendo nella gabbia un altro cagnetto e ciò fu presto fatto. Immediatamente il leone gli si avventò contro e lo divorò.Poi prese il suo caro compagno morto,lo pose fra le sue zampe e restò coricato cinque giorni,tenendolo così abbracciato.Il sesto giorno anche il leone fu trovato morto.
|
|
|
| la lontra |
Inviato il 07/02/2012 21.46.55 |
| |
Un racconto di un ragazzo che mi ha molto colpito..:-))..lo posto buona lettura..
Scritto da: m.pomar il 10 Gennaio 2011
Mi chiamo Andrea, ho trentacinque anni e sono senza cuore.
Sono nato così, uno scherzo della natura. Appena venuto al mondo i medici dissero ai miei genitori che avrei campato ancora poche ore. Destinato ad una fugace apparizione sulla terra, il mio organismo si fece beffe dei luminari, dell’anatomia e financo della logica. Vivo ancora adesso, dopo trentacinque anni e numerose operazioni, consulti, esposizioni ai convegni manco fossi la donna barbuta, un fenomeno da baraccone permanente. Il sangue circola per i fatti suoi, senza quella pompa ritenuta erroneamente indispensabile.
Qualche vantaggio, popolarità, ospitate tv, interviste nei magazine di tutto il mondo, fino a quando mi andava. Adesso sono stufo, vorrei una vita normale, quella che un soggetto senza cuore non può mai ottenere.
Dicono che non sono in grado di amare. Non so se sia vero, non conosco la controprova. Io credo di avere amato un sacco di donne, di cani, di gatti, di libri, di film. Solo che, da quello che vedo, per molti amare significa possedere, per me no.
Io amo qualcosa o qualcuno, ne condivido emozioni, e non mi dolgo quando termina.
Tutto finisce, perché rattristarsi?
L’anno scorso sono deceduti i miei genitori, in un incidente stradale. Certo che mi dispiace, erano brave persone, li amavo. Ma adesso non ci sono più, e non c’è nulla da fare.
Non vivo male, anche se tutti i cardiologi interpellati mi danno sentenze diverse. Alterazione psichica della parte affettiva dovuta all’assenza del miocardio, irrorazione sanguigna verso la zona dell’ipotalamo irregolare, con sbalzi umorali e incapacità di concentrazione, assenza di battito cardiaco (e vorrei vedere!) con conseguente rischio in caso di sforzo eccessivo.
Certo non morirò di infarto, di crepacuore, come si dice.
Morirò, e allora?
Forse che voi vi ritenete immortali? Probabilmente camperò ancora un altro po’, forse, smentendo ancora cassandre e cornacchie in camice bianco, altri trentacinque anni, sereni e vari come questi.
Non lo so, so soltanto che la mia vita non è male. Osservo tutta questa gente con il cuore, e mi sembra confusa, alla ricerca di qualcosa che non ha, come se quell’organo che gli pulsa nel petto per essere completo necessitasse di un suo omologo, o di qualcos’altro di indefinito. Io il cuore non ce l’ho, e non vado alla ricerca di cose che non posso avere.
Ho amato a modo mio, e sfido chiunque a considerarlo un amore di serie B: ho amato Paola, Laura, Mariarosa e Giovanna, ho amato il partito comunista e Borges, Federico Fellini e Garcia Marquez, mia zia Rosa e il suo lacerto agglassato, Qualcuno volò sul nido del cuculo e Charlie Chaplin. Ho amato cose nel tempo giusto, quando avevo l’età per amarle, e non le ho rinnegate: ho amato Teresa in prima seconda e terza media, e adesso fa la manager in una ASL, legata ad un boss della politica locale, ho amato Herman Hesse e Richard Bach che adesso non riuscirei a leggere,, la mia baby sitter Mariella benché avesse rubato tutta l’argenteria di casa, le cipolle in agrodolce che adesso detesto, mio nonno Peppino che tradì ripetutamente mia nonna, e chissà quante altre cose.
Faccio volontariato, quando posso beneficenza, tifo per la Juventus moderatamente e mi piace ridere e scherzare con gli amici. Non sono malvagio, forse la bontà non sta tutta nel cuore.
Non sono sposato né fidanzato, li trovo status eccessivi, come bere troppo vino o fare troppo sport.
Non penso al futuro, non sapendo se mi è dato di goderne. Non vivo neppure alla giornata, faccio la spesa per tre o quattro giorni, per intenderci. Programmo un fine settimana, un viaggio a breve termine, delle vacanze ben organizzate.
Niente pensioni integrative, investimenti a lungo termine e altri espedienti che gli umani adottano per illudersi di avere anni da spendere.
Non piango se vedo Love Story, so che è un film, e anche se fosse vero piangere non servirebbe. Anni fa mi avevano messo in lista per un trapianto di cuore. Mi chiamarono di notte, era appena deceduto un giovane pregiudicato, schiantatosi con la sua motocicletta insieme ad un paio di innocenti. Io non sto male, vivo lo stesso, datelo a qualcun altro davvero bisognoso.
Meglio senza cuore che con quello di uno sconosciuto. Non voglio emozioni altrui, lasciatemi col mio equilibrio affettivo, con la mia precarietà sentimentale.
Un cugino lontano due anni fa ha perso una mano in un incidente sul lavoro. Ne ha un’altra, d’accordo, ma non farei cambio.
Mi indigno con la testa, gioisco di pancia, ascolto le carezze con la pelle, rido con gli occhi e sento i profumi con il naso. E come tanti mi auguro che questo Paese ritrovi la sua dignità.
Senza cuore, sopperisce il cervello.
|
| la lontra |
Inviato il 09/02/2012 15.12.55 |
| |
Ho trovato nel web questa lettera presumo sia una storia vera ..buona lettura..
http://www.letterealdirettore.it/la-mia-storia/
Ricordo che qualcuno mi chiese qual’era la lettera con la mia storia, ed io non ne ebbi una in particolare da citare. Eccola qui.
Non voglio fare il divo, mi serve come sfogo dato che oggi, malgrado siano trascorsi quasi 10 mesi, ho passato uno dei giorni più nervosi della mia vita ancora a causa sua. Perchè ora non sopporto di vederla, di sentirla nominare, di sapere cosa fa anche se è la più banale delle banalità, di immaginare che possa avvicinarsi a me anche indirettamente. Non riesco nemmeno a trovare una maniera per vedere cosa potrà succedere nel prox futuro, ma di sacrifici ne ho fatti anche troppi, e non è giusto che io continui ad ingoiare in silenzio senza spurgare questo schifo che mi monta dentro. Senza spurgare, senza vomitare fino all’ultima goccia, non c’è progresso, non c’è la possibilità di vivere con serietà una nuova relazione, che io tanto desidero in questo momento.
Oggi lei mi dà il nervoso, mi fa imbestialire come nessuno, con tutte le sue pu*****te cervellotiche, molto spesso più cerebrali che reali, bravissima nel riempirsi la bocca di ca**te da propinare a chi ha fatto sì che la vita della SUA lei, diventasse la sua, giocando tutto sé stesso nella speranza che una volta finita questa lotta NON SUA, ci potesse essere di nuovo spazio per tornare a sé e riposarsi. Niente allori, solo il riposo per ammirare con soddisfazione d’aver fatto del bene a qualcuno, che avresti voluto ti ripagasse con quella ridicola formula detta Amore Eterno. A scriverla oggi, mi faccio ridere ed allo stesso tempo pena.
Perchè reagisco così violentemente? Perchè ora vedo tutto con molta, forse troppa, fredda chiarezza.
Perchè mi ha umiliato, ferito, usato, buttato e ripreso, ha approfittato di me per poi non volermi più quando la sua vita ha FINALMENTE preso una strada normale, verso la quale IO l’ho mandata incoraggiandola, spingendola a non mollare la sua grande passione (la pittura). Convinto che lei potesse farcela, convinto che lei avesse del talento che io, da povero ragionierino del cazzo, sapevo di poter soltanto supportare per far sì che “quella fiamma non si spegnesse” mentre lei pareva far di tutto perchè ciò avvenisse. Nella speranza, col tempo dimostratasi fondata, che le bastasse soltanto qualcuno che le desse la possibilità di farsi vedere e valere, per iniziare a far diventare questa passione una strada concreta per la vita. Fuori finalmente dall’inconsistenza. Fantasticando di imparare a fare delle cose del suo lavoro, oltre al mio, per starle vicino anche dopo, per respirare un’aria che di solito non è mia ma che ho adorato, per giocare a partecipare alla sua vita, restando anche in disparte a vederla “trionfare”. Perchè dopo lei sarebbe tornata da me, a raccontarmi quel che io non avevo visto.
Ho passato 7 anni con una persona difficile, complessa, con fortissimi problemi personali di relazione, di accettazione di sè, sempre “alla finestra, nell’invidia di quel che gli altri hanno e che io non ho”, sempre pronta a lamentarsi, in una continua lotta sanguinaria interiore tra l’egocentrismo/egoismo insiti in lei, e le sue difficoltà nel porsi, nel relazionarsi, che l’hanno sempre fatta essere un animale in gabbia, convinto di poter spaccare il mondo ma imbrigliato in pesanti problemi familiari, oltre ad ansia, panico, depressione latente, pensieri di suicidio ed autolesionismo (anch’essi latenti e che non ha mai messo in pratica per paura – codardia). Oltre a questo, altro, che è comparso col tempo, e che mi ha costretto ad affrontare sacrifici che mai avrei immaginato, ma che dentro di me sapevo che avrei potuto cercare di vincere, perfino maturando l’assurda rassegnazione di avere un SUO nemico imbattibile da affrontare “ogni giorno”, con il quale convivere insieme a lei, per me, per lei, per noi. Perchè quel cazzo di amore vince tutto no?
Mi sono innamorato di lei SUBITO, anche se non era il tipo di bellezza che io avrei immaginato. Mi sono innamorato quasi all’istante della sua fragilità estrema, esposta, evidente, come quella di un pulcino bagnato che guarda con occhi spaventati quel che succede; convinto, da povero sciocco con il petto gonfio e villoso, di poterla aiutare ad uscire da tutto questo. E’ bastato che lei mi dicesse poche parole, dopo pochi secondi che ci incontrammo, parole di palese difficoltà, debolezza, inadeguatezza, insicurezza, per farmi sciogliere. L’ho rincorsa per lungo tempo, come non penso facciamo ancora molti oggi, le ho dimostrato tutto il mio amore mentre lei “pareva provare gusto” nel guardare ovunque tranne che dalla mia parte, dando retta a stronzi incostanti, sclerotici, nevrotici (un po’ come lei si direbbe…), immersi “in un loro mondo” che poi è anche il suo, dietro i quali moriva inutilmente dietro. L’ho rincorsa, ho sofferto, mi sono perfino fatto mettere “alla prova” i primi tempi, quando dentro di me sapevo con certezza (come è stato) che lei avrebbe soltanto guadagnato dallo stare con una persona come me “noiosamente” stabile, con una famiglia ancora di questo pianeta (fattore che conta eccome in un rapporto). Uno che dà certezze, sempre presente con le sue spalle larghe, fedelissimo a tal punto da rinunciare ad alcune occasioni evidentissime che lei non avrebbe mai scoperto. Insomma un qualcuno che poi, col tempo, ha dimostrato OGNI DANNATO GIORNO che era l’unico a portarla sul palmo della mano indipendentemente da tutto… semplicemente perchè era LEI.
|
| la lontra |
Inviato il 09/02/2012 15.14.40 |
| |
II parte
Perchè il titolo? Perchè Io, ho nuotato nella sua m**da per lei. Perchè voglio provare a rendervi coscienti del fatto che NO, NON DOVETE FARE COME ME, perdendo la vs. dignita’, la vs, indipendenza, il vs. essere più intimo, i vs. valori per andare in contro a persone che poi, stando alla mia esperienza, sapranno PUGNALARTI alle spalle scaricandoti, rinfacciandoti (senza cattiveria – ma ci mancherebbe altro) addirittura quel che LORO ti hanno fatto diventare. Perchè si ama alla follia (è effettivamente follia oltre un certo limite), si morirebbe, si decide di sgretolarsi man mano per qualcuno come segno di estremo sacrificio, assumendosi perfino il rischio di non tornare più indietro, ma confidando che l’altro capisca e un giorno ti aiuti a risalire dopo che tu hai fatto lo stesso per lui. Quando si ama così, si fanno cose meravigliose da una parte, terribili dall’altra, che saranno col tempo i tuoi carnefici. Si arriverà a perdere ogni riferimento con sé stessi pur di far sì che LEI, sacra ed intoccabile come tale la consideravo, possa superare i suoi problemi, realizzandosi. Ho corso, ho pianto da solo, ho sacrificato me stesso, ho fatto ingoiare cose difficili alla mia famiglia che non accetta certe cose (chiamali scemi col senno di poi), ho investito il mio tempo, ho mandato giù bocconi enormi, ho rinnegato LE MIE ESIGENZE, dalle più banali, a quelle più serie passando per quelle sessuali, per non farle pesare nulla, anzi facendomi carico IO, delle SUE cose come fossero MIE, sperando che LEI si appoggiasse a me per spiccare il volo. In effetti è anche vagamente finita così, e lo dico amaramente.
Se lei ora fa molte delle cose che fa, perfino alcune banalissime che evito di spiegare volutamente, lo deve a me, che ho perso (investito suona meno duro?) ore (tanto io sono quello che ne ha sempre no?), sonno (tanto recupero domani no? O dopo domani? O mai! tanto io sono uno che dorme sempre male e poi a lavoro so come scamparla) e soldi (tanto vivo da solo ma guadagno bene, per cui chi se ne frega no?). L’ho fatto per amore, perchè ci tenevo più che a me stesso, perchè la sua soddisfazione – che ho visto poche volte anche quando avrebbe potuto vederla lì, piccola, ma presente – potesse ripagarmi degli sforzi. Ed anche se ciò non avveniva, ormai agivo in automatico, scendendo sempre più in basso, sperando che la volta successiva fosse migliore, che il suo egoismo (che io non volevo vedere e che ero ABITUATO a non notare) avesse una motivazione, che il suo immobilismo avesse delle scusanti. SEMPRE.
Alla fine cosa ho avuto? Mi è stato rinfacciato, come ho detto, quel che LEI mi ha aiutato a diventare e che IO non ho saputo e voluto contrastare, capendo che dovevo tutelarmi. Mi ha mentito, mi ha pugnalato goffamente in maniera imbarazzante, e le è andata male, perchè inadeguata e bambina pure in questo (c’è chi ha detto: “non giudicarla male, quando si è in quei momenti di totale confusione, si agisce senza capire”). Ha tentato di mentirmi di nuovo maldestramente per nasconderlo, dicendo, DOPO, che “me lo avrebbe detto”, ma io ho scoperto tutto comunque. Perchè un po’ stronzo lo ero rimasto, anzi, molto stronzo, cosa di cui non mi vanto. Il DOPO… tutto è stato DOPO… le prese di coscienza, i discorsi pieni di senno.
|
| la lontra |
Inviato il 09/02/2012 15.15.53 |
| |
Ultima parte..
State attenti, guardate prima nel vs. cuore e nel vs. cervello, poi guardate bene negli occhi chi avete di fronte, e SCAPPATE da chi non è stabile, perchè anche se vi amerà come sicuramente lei ha amato me, dietro la schiena avrete comunque un orologio con il conto alla rovescia. Avete une data di scadenza inequivocabile, come usa dire Maxim ogni tanto. Io, oggi, posso dire di essere vittima della mia stupidità, ingenuità e del suo gorgo di insoddisfazione, che mi hanno trascinato a toccare il fondo. Non sono finito in ospedale o in clinica solo perchè, fortunatamente, sono abbastanza solido per non cedere davvero, ho avuto la fortuna di ritrovare persone importanti, ed ho fatto delle mosse giuste al momento giusto.
Non fate come me… non perdete la vostra vita per amore, perchè quel che ho vissuto io non assomiglia al vero amore, bensì ad uno “scambio univoco di servizi” al quale non corrispondeva altrettanto in cambio perchè l’altro non era abituato a combattere per me, per avermi. Io c’ero a prescindere. Siate come ha detto qualcuno qui: “accorti”. Che non significa “calcolatori”, significa saggiamente, intelligentemente auto conservativi, perchè l’unica vera certezza siete voi stessi. Le persone deboli, insoddisfatte, incomplete, sono delle bombe a orologeria pronte a scoppiarti in mano… ti tirano verso di loro ma quando esplodono non guardano in faccia a NESSUNO anche se ti diranno (DOPO… ancora il dopo) che in realtà l’hanno fatto e gli è costato tanto.
Quando esploderanno, sarà come fosse il loro VERO PRIMO MOMENTO DI VITA, DA ACCOGLIERE CON GLORIA, e si mostreranno per quel che sono veramente, sentendosi nel pieno diritto di tirarlo fuori per spirito di auto conservazione (notate come il concetto ritorna ma in senso inverso?), secondo quella che è la loro vera natura di egoisti e repressi storici. Ti chiederanno scusa mentre se ne vanno, faranno delle facce sinceramente dispiaciute, ti diranno che ti vorranno bene eterno (come potrebbe essere nel mio caso – e ci mancherebbe altro). Però la sostanza unica e inconfutabile è che ti lasceranno lì con dei cocci nemmeno tuoi, in mano, ultimo baluardo spelacchiato ed emaciato su un campo di battaglia che non era nemmeno tuo, barricate dietro alle loro certezze. Perchè, fatalità, quando questi individui trovano finalmente una certezza, è sempre la più dura per l’altro che è stato al servizio, ed ha sperato di far parte della rinascita, non di finire per terra insieme a tutto il resto. Io, ingenuamente, speravo di essere salvato PRIMA che quel tavolo venisse ribaltato… invece sono l’unico che sicuramente non ha più spazio. La sensazione di essere stati soppiantati da altri è tra le più dolorose che si possano provare, soprattutto se si considerava l’altro incapacedi farci del male.
Ora io sono in una gabbia, se potessi la distruggerei a morsi. Sto cercando di uscirne, e fosse l’ultima cosa che faccio, ne uscirò alla grande. Ma fateVI un favore: prendete quel che di buono può esserci in questa lettera, per la quale sto tirando fuori l’anima come non avveniva da molte settimana, e fatene tesoro. Anche se ne sceglierete una briciola, sarà comunque ben investita.
E sia chiaro: 1) questa è la mia versione, anche se ho la presunzione di considerarla fedele alla realtà, una volta purificata del pathos personale; 2) quel che è successo lo reputo un dono del cielo per tutti e due che ci farà sicuramente crescere 3) non scaccio nessuna delle colpe, critiche, osservazioni che le persone a me vicine, ora mi fanno giustamente notare per il mio bene. Così come non scaccerò eventuali commenti contro di me, da parte di chi avrà abbastanza tempo per arrivare alla fine di questo patetico, lunghissimo, racconto.
|
| Bulbo |
Inviato il 09/02/2012 16.51.55 |
| |
Iniziano a leggere che son giovani e finiscono di leggere che son vecchi.
|
| la lontra |
Inviato il 10/02/2012 10.36.50 |
| |
CITAZIONE (Bulbo del 09/02/2012 16.51.55):
Iniziano a leggere che son giovani e finiscono di leggere che son vecchi. |
Nn volevo aprire un altro thread..nn sapevo come catalogarlo..comunque ho sbagliato ad intitolare questo racconti per giovani...:-)))..ciao Bulbo..:-))
|
| la lontra |
Inviato il 13/02/2012 17.16.17 |
| |
Vi posto questa lettera che ho trovato nel web..buona lettura..
http://www.fobiasociale.com/senso-di-distacco-24356/
Quand'ero giovane (XD), ovvero dall'età di 14 anni in poi, essendo fondamentalmente timido, evitante, solo, mi sono buttato sulla scienza e sulla cultura, e diciamo che mi sono soffermato fin da subito sulle grandi questioni dell'esistenza, e quindi ho cominciato a studiare psicologia, filosofia, storia delle religioni, sociologia, neuroscienze, antropologia, psicologia evoluzionistica,un pò di storia, bioetica, biologia. Mi sono interrogato sull'esistenza di Dio, sul senso della vita, sulle relazioni interpersonali, sull'amore, e via dicendo.
Le conclusioni che ho tratto mi hanno portato ed essere ateo e a cogliere l'essere umano nella sua sostanziale animalità, meccanicità, inutilità e finitudine.
Sono stato un pò come il tecnico di laboratorio che analizza delle cellule.
E lo sono ancora ora.
Ergo, sono distaccato.
All'università avevo cominciato un percorso che mi avrebbe portato a insegnare filosofia, nei miei desideri a livello universitario, poi ci sono stati problemi in famiglia e ho dovuto mollare il colpo.
Diventare docente universitario mi avrebbe permesso di restare nella mia "torre d'avorio", a studiare, analizzare, disquisire, teorizzare, senza sporcarmi troppo le mani in una realtà che percepivo come lontana e fondamentalmente estranea.
Questa consapevolezza, forte, articolata, documentata, argomentabile, mi ha presto sbattuto in faccia la mia di inutilità.
Mi trovavo a vivere parecchi problemi, e mi chiedevo quanto senso avesse affrontarli. Un conto è se ti giochi il paradiso, un altro è se ti spegni per sempre.
N.B. Non voglio "sconvertire" nessuno; beato chi crede, ha una forza in più a sorreggerlo. E ha anche qualche scopo in più.
La domanda che mi facevo era, ed è tuttora: che senso ha portare avanti una vita di m...? Intanto sono un animale. Come i miliardi di persone che già ci hanno "abbandonato", nel silenzio, nel nulla.
Da quell'età ho praticamente dato per scontato che non sarei morto per cause naturali. Ho cominciato a pensare molto presto al suicidio, e questo pensiero me lo trascino ancora oggi.
Perché non l'ho attuato? Principio di autoconservazione della specie, ovvero, tradotto "voglia di darmi un'altra possibilità". In altri termini, codardia.
Quindi ho tirato avanti: le difficoltà, il distacco, l'estraneità, una certa misantropia sono rimaste.
Però ora le difficoltà sono molto più grandi, e credo di aver già giocato quasi tutte le mie carte.
Ho capito che non farò l'imprenditore perché non ho quella dose di coraggio, ho capito che non sarò mai un tombeur de femmes perché non ho il fisico e la giusta malizia, ho capito che nonostante a livello lavorativo me la cavi bene, andrò avanti a paghe da schifo, e che non sarò mai un leccaculo (non riesco, è più forte di me). Ho capito che i rapporti umani spesso sono delle grandi puttanate: se vieni mollato, spesso è per sempre. Cancellato, e a me non piace.
E' da fine novembre che ho dato le dimissioni dal mio posto di lavoro, a seguito di un logorio che non riuscivo più a gestire. Sono disoccupato, con un affitto da pagare nella dispendiosa Milano, fondamentalmente solo. Ho sparato raffiche di cv da Torino a Roma, pronto a far fagotto e partire (di nuovo). Non so se e quando si concretizzerà qualcosa (ho due offerte in pending ma non ci spero più di tanto), ho la certezza che sarà un impieguccio precario, e che dovrò trovare un'altra sistemazione. Probabilmente un monolocale sgangherato o una camera in condivisione.
L'amore mi ha portato un sacco di guai, quindi ora mi tutelo anche da quello.
Insomma, la realtà mi sta di nuovo chiamando, stavolta mi vengono richiesti sforzi ancora maggiori, e io mi chiedo se ne valga davvero la pena.
Se sento la ragione, che certamente è un pò contaminata dal pessimismo, mi dice di no.
E' di nuovo in azione l'istinto di autoconservazione, ma, come dire, ormai lo conosco fin troppo bene, e comincia ad avere meno presa su di me.
Finora mi sono messo in gioco, mi ritrovo solo e senza nulla in mano, con alle spalle fallimenti, delusioni, occasioni perse, solitudine e tristezza.
In fondo in fondo, anche se mi dessi l'ennesima chance per cercare la serenità, penso che sarebbe l'ennesimo buco nell'acqua.
Naturalmente a casa nessuno sa nulla delle dimissioni, apparentemente lavoro e va tutto bene.
Se le cose non si sistemano a breve, tutta la verità la apprenderanno tramite una lettera, e spero che capiranno il perché del mio gesto.
|
| la lontra |
Inviato il 15/02/2012 17.57.15 |
| |
http://www.letterealdirettore.it/quante-volte-amante/
Altra letterina beccata in internet...:-)))...
Mi chiamo Matteo e ho 26 anni, vi racconto una breve storia alla quale manca un epilogo…
Lei era un’amica, una di quelle che frequenta il tuo stesso giro, alla quale chiedi come stai? e soprattutto come và la tua storia? Si..fidanzata da un paio d’anni con un ragazzo che studia a Milano, che lei “ama” follemente dice.
Una sera per caso mi ritrovo a parlare con lei,mi racconta di quanto sia difficile vivere una storia a distanza nonostante lui scenda da lei quasi ogni mese,nei giorni seguenti nasce un rapporto di confidenza accentuato parecchio da parte mia dal fatto che pian piano mi accorgo di reputarla veramente una bella ragazza, beh… lo sapevo già da prima ma non voglio fare il moralista però nel momento in cui so che una ragazza sta con qualcuno io non lo guardo con occhi maliziosi… la vedo come “Roba d’altri” e poi lei sembrava cosi ingenua con quegli azzurri angelici.
Una sera D’Agosto ci ritrovammo un pò brilli nello stesso locale, parlando lei mi disse “Quanto vorrei tuffarmi in acqua adesso sento troppo caldo” istintivamente le risposi “Ok andiamo che c’è di male”…Andammo nella spiaggia più vicina.
Quella sera parlammo, ci abbracciamo, ci baciammo… luna piena e atmosfera perfetta, nei giorni seguenti mi raccontava dei sensi di colpa ma allo stesso tempo mi cercava, mi parlava, sottolineando quant’era stato bello quella sera, dicendomi “Vorrei averti conosciuto prima…non mi era mai capitato” Si dopo pochi giorni dal fatto arriva lui e lei scompare, la vedo mi guarda con quegli occhi cosi azzurri e seducenti…Capisco che dovevo fare qualcosa, volevo in qualche modo tentare la sorte, se vuole essere conquistata, rubata mi chiedo? Dai Provaci almeno!
Dopo un pò lui se ne và, e lei inizia a farsi sentire come prima, ci vediamo questa volta come se fossimo stati lontani “forzatamente” c’era più passione si sentiva, finalmente dopo un pò riesco a stare con lei,a fare l’amore con lei, perchè per me quella sera è stato quello e non saprei spiegarvi il perchè. Fino a qui tutto perfetto o quasi…
Da li’ capisco che non avrei retto ancora per molto e le faccio capire che doveva prendere una decisione, ovviamente lei fà mille passi indietro.. dice di amare il suo ragazzo, io non capivo ma come si può definire amore?
La odio da quel momento, mi allontano da lei, la vedo in giro da sola o con lui che tornava, non la degno di uno sguardo, era arrivata a rappresentare per me l’emblema della falsità, del Non-Amore, perchè potevo capire una sera ma sentirsi, cercarmi, ripetere più volte e consapevolmente.
Mi faccio altre storie, insensibile ma onesto, frequento ragazze solo per portarle a letto,mi metto alla prova, mi guardo allo specchio “Non sei cosi debole alla fine” mi ripeto.
Passano mesi, e più passano più mi accorgo che lei fà di tutto per avvicinarsi,messaggi, email, sguardi, ero rimasto scottato, deluso, ma ad un certo punto sorge in me un pensiero…”Oramai la Magia è finita Matteo, Vivila cosi, lei ormai ti ha deluso quindi fai prevalere l’istinto animale a tutto, che te ne frega, Goditela..” Ok, ritorno sui miei passi, cedo, la risento, la ribacio questa volta tutto diverso, niente magia, niente occhi lucidi, riesco a vederci chiaro… è solo una persona debole che ha bisogno di evasione, di soddisfare gli istinti sessuali quando lui non c’è, dai mi butto…ce la puoi fare Matteo non sei cosi inguaribilmente romantico adesso e riesci ad essere realista a volte, pragmatico.
Questa volta mi può dire di tutto tanto non ci casco.
Ieri Notte sono stato con lei, niente occhi lucidi, niente tenerezza solo passione carnale, qualche risata alcolica… torno a casa ieri notte fiero di me ma…
Mi sono svegliato pensando a lei, come se digerendo ciò che è successo ieri notte si fossero indebolite quelle mura che avevo creato, ma davvero può piacermi una persona del genere? si può fare gli amanti di una persona che reputi bella, con la quale parli di tutto e ridi di gusto, debole, inaffidabile, affettuosa, lunatica, passionale…Ipocrita. Si può insomma essere amanti cosi? E’ da umani o sono strano io? Non riesco più a capire, forse sono solo un represso che non crede in niente e si aggrappa alla “prima” che passa, non ho mai tradito io, o mi faccio le avventure di una notte o resto fedele perchè sono innamorato..
Perchè esiste qualcosa di diverso che non segue una logica lineare, giusta, perchè l’Amore è relativo e non assoluto?
Vi Ringrazio anticipatamente, affido a voi questa storia, scrivete un epilogo o commentatela, mi fido di voi.
|
| la lontra |
Inviato il 01/03/2012 14.38.10 |
| |
http://www.letterealdirettore.it/misto-gelosia-altro/
Salve sono Mario, un ragazzo di 23 anni. Vi scrivo la mia storia, per ricevere qualche consiglio utile da chi ha avuto esperienze simili alla storia che vi sto per raccontare. Sono stato tre anni con una ragazza, Clara, una storia tra alti e bassi, ma sempre contraddistinta da amore profondo da parte di entrambi, e se devo essere sincero, soprattutto da parte di lei, che ha compiuto molte rinunce per starmi accanto. Fatto sta che dopo tre anni lei decide di lasciarmi senza alcun apparente motivo. Solo incertezza, dubbi, volontà di essere più libera, eccetera eccetera. L’unica cosa certa è che non c’era di mezzo nessun altra persona, garantito al 100% per motivi che non vi sto a raccontare. C’è un tiro e molla di parecchi mesi, in cui lei appare confusa, ma sempre ferma nella sua decisione di troncare. Dopo quattro mesi in questa situazione, io decido di allontanarmi definitivamente e per tre mesi i nostri rapporti sono zero, via anche il saluto. Finché dopo questi quattro lunghi mesi lei non decide di parlarmi, di chiedermi scusa per il suo comportamento, senza però tornare indietro sulla sua decisione… solo qualche “mi manchi”, “non so perché ma ho pensato molto a te in questo periodo”, “quello che cercavo in realtà non esiste”.. eccetera eccetera. Ma un tentativo diretto, anche a parole, di ricucire il rapporto, non c’è stato. Solo la volontà, dopo questo chiarimento, di avere un rapporto civile. In realtà dopo questo faccia a faccia lei si è abbastanza intromessa nella mia vita, con qualche sms, qualche twittata, e tentativi di imbastire discussioni quando ci siamo incontrati. Il tutto mentre io mi sono fidanzato con un altra ragazza, Maria, con cui sto bene, che mi fa stare bene. Non ho mai fatto niente di male, non ho mai contattato la mia ex, è sempre stata lei a farlo, e io ho sempre risposto in maniera fredda. Però non nascondo che quando sento parlare di lei, o la vedo, c’è sempre qualcosa nel mio inconscio che si accende. Un misto tra gelosia e non so cos’altro. Davvero io non penso assolutamente a tornare con lei, o nient’altro, solo questa sensazione, lieve, allo stomaco, che passa dopo cinque secondi. Ora da voi, vorrei dei consigli. Alcuni mi hanno detto che per queste sensazioni dovrei tornare dalla mia ex e parlarle, perché non è normale sentire queste sensazioni. Altri mi hanno consigliato di lasciar perdere e continuare la mia relazione, grazie anche alla quale mi sono risollevato dal periodo precedente, in cui stavo male per la fine del rapporto. Io sinceramente sono molto propenso ad andare avanti così, a non dare peso a questa voce interiore che io non sento, e a cui dò comunque poco peso, perché credo che sia dovuta più che altro al fatto che sono fidanzato con Maria da troppo poco tempo, ed è normale che una storia passata così lunga, abbia un peso molto più grande. Cosa dovrei fare? Grazie, il vostro parere, imparziale, può essere di grandissimo aiuto per me. Un abbraccio, Mario.
|
|
1
2
|
|
|