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Home » Forum » I vostri INCONTRI ??? » Ascoltare l'altro...


 
I vostri INCONTRI ???
piccolavenere
Inviato il 11/05/2009 13.54.20
  Caino, col sudore della fronte, coltivava il suolo da cui ricavava i frutti del suo lavoro.
Abele era pastore e trascorreva tutto il suo tempo nel piacere della contemplazione.
Caino intanto faticava e si accaniva nel produrre raccolti sempre più abbondanti.
Abele prendeva diletto nel soffiare dentro una canna per ottenere suoni melodiosi.
Finchè un giorno Caino - giustamente - s'incazzò e andò a finire come tutti sappiamo.
Mi domando: sarebbe cambiata la storia dell'umanità se Caino invece di farsi accecare dalla furia dell'ira si fosse disposto a una tregua del suo lavoro per ascoltare in tranquilla distensione la musica di Abele?
Se avesse rinunciato a un po' del suo guadagno in cambio di rasserenanti melodie?
Peccato, è andata come è andata e Caino è diventato un reietto.
Ma soltanto Lui è il colpevole del crimine per cui il suo delitto pesa ancora su di noi?
O forse Abele, appagato dall'esaltazione del suo nobile spirito creativo, non ha avuto considerazione della fatica di Caino e dell'umiltà che è nel lavoro delle mani?

Nessuno dei due si è posto all'ascolto dell'altro e da quel giorno è andata quasi sempre così

Ora non domandiamoci chi sono oggi i Caini e gli Abeli, chi i colpevoli e chi le vittime.
Potremmo commettere ancora lo stesso errore.
Sarebbe meglio provare a capire chi è, dentro di noi, che ci fà agire. Caino o Abele?
E se avremo qualche indizio sul prevalere dell'Uno sull'Altro, proviamo a farli dialogare fra di loro.
Chissà se diventeremo migliori.


(Ermanno Olmi)

strullo
Inviato il 11/05/2009 15.10.25
  REPRESSO
L'amaro in bocca,
L' odio dentro
la rabbia divampa.
esplode,non si ferma
e' una corrente che trascina.
I dentidigrignano,i pugni si stringono
mentre il mio pensiero s'innasprisce, giorno dopo giorno.
NON CE' CURA
NON CE' SOLUZIONE
Ipugni sono serrati oramai bianchi,il sangue defluise.
LACOLLERA E' PADRONA

ho risposto cosi' perche' alla fine siamo tutti odiati .....tvb

cerasa
Inviato il 11/05/2009 15.34.25
 
... Piccolavenere, una sola parola: GRAZIE.





[Modificato dal moderatore il 11/05/2009 alle 16.30.46]

quadrilatero
Inviato il 11/05/2009 21.35.01
  piccolavenere... grazie anke da parte mia!

blade
Inviato il 12/05/2009 14.43.09
  diciamo che il grande regista per trasmettere il suo messaggio ha un pò piegato la storia interpretandola a modo suo.
ma la storia di caino e abele è leggermente diversa.
tratta di due fratelli... uno, abele, pastore di pecore. il suo mondo è quello bucolico pastorale, l'idillio. un mondo dove la vita naturale è intatta, dove è sacro il contatto con il creato e il creatore. è un mondo pacifico, nn ancora macchiatosi di sangue innocente.


l'altro, caino, agricoltore. il suo è il mondo che viene dopo quello dell'idillio, dove il contatto con la natura e il sacro è modificato.

dove anche la vita sociale è modificata. l'uomo diventa sedentario, nn vive più alla giornata, ma ipoteca il suo futuro stipando nei silos il grano e i frutti della terra.
dove l'uomo diventa padrone della natura delle cose, persino padrone di altri uomini, sentendosi in qualche modo onnipotente. e dove il contatto col sacro si impoverisce, per cui caino presenta le sue offerte votive, che dio però nn gradisce, preferendo abele e le sue offerte umili.

allegoricamente è chiaro che si tratta di una rivoluzione tra due mondi due culture, tra due società.

è il passaggio dal mondo pastorale a quello agricolo, visto come uno strappo fraticida, per cui caino subentra ad abele e al suo mondo, sopprimendolo.

ora ste cose nn è che me le invento io, ma siccome ho frequentato delle scuole, in passato, ho avuto modo di leggerle.
se a qualcuno preme saperne di più basta andare in una libreria delle edizioni paoline e comprare il piccolo volume "genesi"... che commenta passo dopo passo tutte le allegorie bibliche della genesi, ovviamente.

insomma anche in goethe nel suo "i dolori del giovane werter" mi è capitato di trovare un passaggio analogo, laddove si paragona la vita dei campi alla vita delle città o dei paesi...

e anche lì si preferisce la vita di campagna, dove la gente ha conservato quella bonomia, quell'innocenza, quella "religione" umile con le proprie radici e con la natura che altrove, nelle città e nei paesi delle fabbriche e del cemento (come dice la canzone di celentano:il ragazzo della via gluk) è stato fagocitata appunto dal cemento e dall'opera dell'uomo.

come dice la canzone... torna e nn trova gli amici che aveva solo case su case da trave e cemento... perchè sono stati tutti fagogitati da quel cemento, sono cambiati, nn sono più quelli di prima, di quando nn c'era ancora il cemento, e vivevano spensierati a contatto con l'erba la natura a giocare nei prati etc etc..

quella canzone è un poster che racconta bene quello che è successo un pò a tutti, laddove è arrivato il cemento a inghiottire ogni cosa, anche la gente, e un modo di vivere genuino e semplice e idilliaco.







 



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